Iran, rinasce il turismo nel paese mediorientale

Negli ultimi mesi l’Iran ha lanciato una serie iniziative per migliorare la propria immagine all’estero e tornare ad attrarre i turisti; quanto fatto si può già considerare un successo, ma la strada è ancora lunga per rilanciare un settore che nel paese mediorientale si può considerare agonizzante. Il ritorno dei turisti, modesto dall’elezione del nuovo presidente moderato Hasan Rohani nel giugno 2103, in quest’ultimo anno è cresciuto del 35%.

Bazar a Teheran, in Iran.

I visitatori dall’esterno visitano soprattutto Persepoli, la magnifica capitale dell’impero achemenide fondata nel 520 a.C. da Dario I di Persia, circa 50km a nord di Shiraz. Mohsen Hajisaeid, operatore turistico della regione iraniana di Yazd, spiega che “le agenzie di viaggi sono tornate ad includere l’Iran nelle loro pubblicità. In alcune lingue mancano le guide”. Rovine di Persepoli. L’immagine dell’Iran all’estero è negativa, soprattutto a causa delle notizie riportate dai media in maniera non proprio oggettiva e sincera, ma in realtà la gente è molto cordiale e ti aiuta come può, mentre il paese è abbastanza sicuro, forse più di alcuni paesi europei. I ricavi del settore turistico possono essere un’interessante fonte di reddito per questo paese mediorientale colpito dalle sanzioni economiche occidentali a causa del suo programma di sviluppo nucleare. Il turismo può migliorare anche un’immagine deteriorata da anni di tensioni, dovute in particolare alla retorica anti-occidentale dell’ex presidente Ahmadinejad.

Le agenzie di viaggi sono tornate ad includere l’Iran nelle loro pubblicità.

Tra il marzo del 2013 e lo stesso mese del 2014 l’Iran ha ospitato circa 4,5 milioni di turisti. L’obiettivo attuale è quello di raggiungere i 20 milioni di turisti all’anno entro un decennio, ma anche quintuplicare i ricavi in valuta estera, per raggiungere i 30 miliardi di dollari entro il 2025. Teheran, capitale iraniana. Oggi, la maggior parte dei turisti sono pellegrini sciiti che provengono dall’Iraq, dal Libano, dal Kuwait o dal Pakistan. L’Iran vorrebbe attrarre turisti con un forte potere d’acquisto, turisti europei ed australiani come quelli che spendono decine di migliaia di euro per viaggiare due settimane da Budapest a Teheran su un treno di lusso, attraversando Ungheria, Romania, Bulgaria, Turchia (Cappadocia) e varie affascinanti mete iraniane fino alla capitale. Con l’avvento al potere del presidente Rohani la situazione è completamente cambiata: il suo comportamento, il suo sorriso e la sua politica d’intesa con l’Occidente hanno creato un senso di sicurezza per molti turisti.

Sono 17 i siti archeologici in Iran che fanno parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco, che si cerca di proteggere e restaurare. Ma i turisti che si recano in Iran devono rispettare il codice di abbigliamento islamico, che obbliga le donne a coprire la testa con un velo e proibisce agli uomini di indossare pantaloncini. È proibito anche il consumo di alcol. L'interno di una moschea a Shiraz. Il più grande ostacolo, forse, è la mancanza di infrastrutture turistiche adeguate, personale specializzato sulle esigenze occidentali ed aerei in ottime condizioni per i voli interni. Per il direttore di Pasargad Tours, principale tour operator iraniano in ambito culturale, le capacità di accoglienza ed ospitalità sono limitate rispetto al flusso turistico in crescita. Mancano mezzi di trasporto ed alberghi a 4 e 5 stelle per soddisfare una domanda sempre maggiore, che nel 2015 dovrebbe crescere del 25%. Finora si sono costruiti molti hotel e ristoranti nelle città più turistiche come Shiraz, Mashhad o l’isola di Kish, una fantastica meta nel Golfo Persico, ma ci sono ancora quasi mille progetti in corso per lo sviluppo del settore turistico per investimenti superiori ai 200 milioni di dollari.