Kos l’isola greca di Ippocrate

A una manciata di miglia dalla costa turca, difesa dalle antiche mura costruite dai Veneziani e successivamente rinforzate dai Cavalieri di Rodi, c’è la seconda isola più grande del Dodecaneso, nell’Egeo più orientale: Kos. Questa destinazione attraente che deve la sua fama a Ippocrate, considerato il padre della medicina che vi nacque nel 460 a.C., si trova tra le isole di Kalymnos e Nisyros, costituita da una sola montagna ma con fertili pianure, oggi vive principalmente di turismo grazie alle sue lunghe spiagge sabbiose, alle calette nascoste ed ai villaggi nascosti e quasi sperduti nel suo piccolo territorio.

Isola greca di Kos.

Kos può vantare una lunghissima storia di conquiste e vicende politiche, ma prima di essere ceduta allo stato greco ha subito un forte terremoto nel 1933 che obbligò alla ricostruzione dei suoi centri principali, in un’operazione guidata dagli Italiani, che la occupavano già dagli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale, e in cui vennero alla luce i suoi preziosi tesori archeologici: l’antica agorà, la Casa Romana, l’Odeon, i bagni termali, etc.

Una visita non può che iniziare nella piazza su cui domina il celebre platano di Ippocrate, un albero che secondo la tradizione popolare dovrebbe avere 2500 anni, ma che in realtà ne ha 500 e potrebbe essere comunque un discendente dell’albero originario cresciuto nello stesso luogo, ma che ormai versa in cattive condizioni e necessita del sostegno di una impalcatura metallica, pur rimanendo uno dei platani più grandi d’Europa con un’estensione di 12 metri.

La figura di Ippocrate si può apprezzare più intensamente alla periferia di Asklepion, dove su una collina si trova il santuario dedicato ad Asclepio, il dio della salute, che era la scuola di medicina degli alunni del celebre medico dell’antichità e che al tempo del suo massimo splendore includeva terme e templi vari.

Nella città di Kos si può fare una passeggiata nell’inespugnabile castello dei cavalieri, situato nella posizione ideale per avvistare le invasioni degli Ottomani che partivano dall’antica Alicarnasso, l’attuale Bodrum in Turchia. Vi si accede attraverso un fossato ed un ponte permette il passaggio alla parte superiore della fortezza, affacciata sul porto e su uno stretto tratto di mare tra le isole del Dodecaneso e le coste turche, attraversato continuamente da molte navi e traghetti.

Ma l’isola di Kos è un’ottima destinazione anche per il mare e le spiagge, non solo per le occasioni di turismo culturale che offre: la spiaggia maggiormente consigliata tra le più conosciute è quella di Agios Stefanos, nella baia di Kefalos, nella parte sudoccidentale di Kos. Qui le acque sono calme e molto pulite, chi ama nuotare può raggiungere anche l’isoletta di Kastri a poca distanza dalla costa, dove c’è una piccola cappella dedicata a San Nicola, protettore dei marinai. Chi invece non vuole attraversare la baia a nuoto, può rimanere a passeggiare sulla spiaggia, dove ci sono anche le rovine di una chiesa cristiana dedicata a Santo Stefano e mosaici romani esposti all’aperto che si possono ammirare.

Il miglior tramonto dell’isola, quello che tutti i turisti aspettano, si può vedere a Zia, un luogo con molti ristoranti dove cenare dopo aver goduto dello spettacolo offerto dal sole. A 8km invece si trova Psalidi, un luogo magico dove le sorgenti di acqua calda, ricche di zolfo, offrono la possibilità di un bagno termale tra le rocce ed il mar Egeo sotto un meraviglioso cielo stellato.