L’isola di Aruba nei Caraibi

La piccolissima isola di Aruba si trova a 24 km dalla costa venezuelana ed ha ottenuto l’indipendenza dalle Antille Olandesi nel 1986. Attualmente ha un proprio sistema legale, una propria moneta ed un ottimo sistema scolastico, molto attento all’insegnamento delle lingue straniere; molti qui, infatti, parlano bene inglese e spagnolo oltre alle lingue ufficiali che sono l’olandese ed il papiamento. Con una popolazione di 72mila abitanti nei suoi piccoli confini (30 km per 10), si dedica completamente al turismo ed è una delle mete più ambite dei Caraibi, con meravigliose spiagge bianche su cui si affacciano hotel di lusso e casino sempre aperti.

Una spiaggia di Aruba.

Quando fu scoperta e conquistata dagli spagnoli, venne considerata inutile dal punto di vista strategico ed utilizzata solo in seguito per l’allevamento di bestiame. Nel ‘800 vennero scoperte delle miniere d’oro che però, all’inizio del secolo successivo erano già esaurite. Alcune di queste vecchie miniere, con le fonderie utilizzate per la fusione del metallo, sono ancora oggi visibili nelle vicinanze dei villaggi di Bushiribana (sulla costa orientale) e Balashi (verso la costa occidentale, verso il sud dell’isola). Ma la vera fortuna dell’isola la fecero le raffinerie di petrolio che sorsero a metà degli anni ’20, che portarono un grande incremento di popolazione ed un elevato tenore di vita agli abitanti di Aruba, fra i più alti dei Caraibi.

La città più importante, la capitale, è Oranjestad, situata sul versante ovest: un miscuglio di vecchi edifici nello stile coloniale tipico dei Caraibi e costruzioni moderne con uffici e centri commerciali. Dal punto di vista culturale, c’è da visitare il museo storico di Fort Zoutman (la più antica costruzione sull’isola, eretto nel 1796) che possiede oggetti del periodo coloniale spagnolo ed olandese. Affianco al forte svetta la torre Willem III, costruita nel 1868, che un tempo ospitava il primo orologio sull’isola e il faro. Nell’area del forte, ogni martedi sera per tutto l’anno, si svolge il Bon Bini Festival (bon bini significa benvenuto in papiamento), una festa folkloristica con musica e balli delle Antille, dove ci sono anche delle bancarelle per acquistare oggetti di artigianato locale, cibo e bevande per rinfrescarsi e continuare a ballare a ritmo caraibico.